Il modello formativo della Scuola
Il processo formativo
La formazione dello psicoterapeuta è un processo di progressiva integrazione di nozioni teoriche, di competenze operative e di capacità relazionali che portano a essere in grado di operare come psicoterapeuti.
Il processo si sviluppa lungo le tre direttrici classiche della formazione, a cui gli allievi della Scuola sono indirizzati nei diversi momenti del programma formativo. Le ricordiamo qui di seguito come aree distinte che, nella pratica, hanno continue interrelazioni.
- Area del sapere: riguarda l’acquisizione delle conoscenze teoriche e di teoria della tecnica psicoterapeutica. Il sapere psicoterapeutico è trasmesso nei Seminari e approfondito con lo studio personale.
- Area del saper fare: si sviluppa nelle esperienze con i pazienti che s’incontrano durante il Tirocinio. Nelle psicoterapie con i pazienti gli allievi mettono in pratica le conoscenze acquisite; le sedute sono supervisionate per verificare la corretta applicazione delle nozioni apprese e correggere gli eventuali errori.
- Area del saper essere: rimanda alla gestione della comunicazione emotiva nella relazione con il paziente. Una buona gestione richiede che lo psicoterapeuta abbia acquisito un’adeguata conoscenza del proprio mondo interiore e delle relative risonanze emotive. Questa parte della formazione è curata nelle supervisioni e nell’analisi personale.
L’insieme delle competenze che progressivamente maturano nelle tre aree porta a essere capaci di impostare, gestire e concludere con efficacia un rapporto psicoterapeutico.
I seminari
I Seminari presentano agli allievi le conoscenze che devono acquisire per diventare psicoterapeuti. Si possono individuare tre aree, concettualmente distinte ma in reciproca interrelazione. Queste sono:
- Area delle conoscenze teoriche: si tratta dell’insieme delle nozioni che permettono di comprendere il funzionamento psicologico dei pazienti e i significati dei loro disturbi; sono la bussola che consente l’orientamento nelle complessità della psiche. La teoria di riferimento della Scuola è approfondita con cura; è inoltre studiata in comparazione con altre teorie per dare agli allievi una preparazione solida e articolata.
- Area della Psicopatologia: è riesaminata secondo l’approccio psicodinamico della Psicologia Individuale. I quadri psicopatologici dell'età adulta e dell'età evolutiva sono studiati nella loro genesi, nell’impronta che danno allo stile di vita e nei condizionamenti che producono al piano delle relazioni e degli atteggiamenti verso la psicoterapia.
- Area della Teoria della Tecnica: riguarda la logica connessione tra la teoria di riferimento e il metodo di lavoro psicoterapeutico. Gli allievi imparano a impostare i trattamenti a seguito di un’accurata diagnosi psicodinamica (che inizia con la comprensione della domanda di cura e termina con la formulazione del progetto terapeutico) e le tecniche d’intervento che sono apprese con le opportune modulazioni richieste delle specifiche situazioni cliniche.
La supervisione
Gli allievi hanno la possibilità di riesaminare il proprio operato con il paziente nelle diverse fasi del percorso sia diagnostico sia terapeutico. La descrizione del caso clinico e del percorso compiuto con il paziente permette di verificare il modo in cui le conoscenze teoriche, l'interpretazione psicopatologica, la teoria della tecnica sono utilizzate nella relazione terapeutica. La Supervisione permette inoltre di esaminare e comprendere più a fondo gli aspetti emotivi che si sviluppano nella relazione tra il paziente e lo psicoterapeuta. La supervisione, infine, favorisce un apprendimento attivo e aiuta a interiorizzare gli aspetti cognitivi ed emotivi dell’agire terapeutico.
La Supervisione è un momento centrale nella costruzione del ruolo dello psicoterapeuta e la Scuola ne ha particolare cura; per consentire esperienze formative arricchenti viene proposta in tre modalità:
- Supervisione di gruppo: questa dimensione coinvolge l’intera classe, favorisce il confronto tra le diverse sensibilità e l'integrazione di differenti punti di vista.
- Supervisione di sottogruppo: questa modalità permette un maggior interscambio tra gli allievi essendo condotta con gruppi più piccoli, in genere di 5 - 6 allievi.
- Supervisione individuale: questo lavoro permette all’allievo di seguire con il proprio formatore i propri casi clinici, l’andamento delle sedute e la coerenza dello svolgersi della psicoterapia.
Casi clinici particolarmente complessi possono essere proposti dal supervisore a un gruppo di allievi. Il supervisore fa discutere il gruppo, sollecita i diversi punti di vista, invita a confrontare le emozioni suscitate dal caso. Questi momenti aiutano gli allievi a migliorare le conoscenze, a sviluppare la sensibilità terapeutica, indispensabile per affrontare le complessità della pratica clinica.
Il Tirocinio
Gli allievi della Scuola imparano a lavorare come psicoterapeuti con i pazienti nella sede di tirocinio; le loro sedute sono regolarmente supervisionate per offrire ai pazienti trattamenti adeguati ai loro bisogni. Gli allievi possono quindi, in un processo eticamente corretto, sperimentare le tecniche diagnostiche e terapeutiche apprese nei seminari proposti nel programma formativo.
All’inizio del tirocinio gli allievi imparano a fare le diagnosi; di seguito conducono le psicoterapie e con non meno di due pazienti per ogni anno accademico.
La Scuola è convenzionata con numerose Aziende Sanitarie, Consultori, Cooperative, Case di Cura. Si tratta di strutture dove la pratica della psicoterapia è abituale; sono ubicate in quasi tutte le Provincie delle Regioni Emilia Romagna, e in numerose della Lombardia, del Veneto, del Friuli, della Toscana, delle Marche e della Liguria e della Puglia. La Scuola attiva ogni anno convenzioni con nuove strutture di Tirocino, di seguito le strutture attive nell'ultimo anno, in ordine di provincia:
ENTE | Provincia | ||
ASL Alessandria | AL | ||
ASL N°8 di Arezzo | AR | ||
Consultorio “G. Scarpellini”, Bergamo | BG | ||
Azienda Ospedaliera Universitaria S.Orsola-Malpighi Bologna | BO | ||
Azienda USL di Bologna | BO | ||
Cooperativa Sociale “Area” Onlus | BS | ||
AUSL Bolzano | BZ | ||
ASREM Azienda Sanitaria Regione Molise | CB | ||
ASL CN1 | CN | ||
ASL CN2 | CN | ||
Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle | CN | ||
Azienda USL della Romagna | FC | ||
Azienda USL di Ferrara | FE | ||
Azienda USL Toscana Centro | FI | ||
Cooperativa Sociale “Tragitti” Forlì | FC | ||
Villa del Principe | GE | ||
ASL Lecce | LE | ||
Azienda speciale Consortile "Consorzio Desio-Brianza" | MB | ||
ASUR Marche Area Vasta N°3 | MC | ||
Azienda Ospedaliera San Paolo Milano | MI | ||
Cooperativa Sociale Promozione Umana | MI | ||
CREA Società Cooperativa Sociale OnlusYThesis Group Srl | MI | ||
Azienda Ospedaliera “Carlo Poma” Mantova | MN | ||
Azienda USL Mantova | MN | ||
|
MN | ||
Azienda Opedaliero-Universitaria Policinico di Modena | MO | ||
Azienda USL di Modena | MO | ||
Fondazione CEIS Onlus - Modena | MO | ||
Azienda Ospedaliera Universitaria Maggiore della Carità | NO | ||
Azienda USL di Piacenza | PC | ||
ASL 3 di Pescara | PE | ||
Dipartimento di Salute Mentale ASL di Pescara | PE | ||
Associazione L.A.A.D. – Lega Abruzzese Antidroga Onlus | PE | ||
Azienda Unità Sanitaria Locale Umbria n.1 | PG | ||
Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma | PR | ||
Azienda USL di Parma | PR | ||
Casa di Cura Villa Maria Luigia Monticelli Terme |
PR | ||
Asur Marche Area Vasta N°1 | PU | ||
Azienda USL della Romagna | RA-RN | ||
Azienda U.S.L./I.R.C.S.S di Reggio Emilia | RE | ||
CEIS Centro di Solidarietà di Reggio Emilia | RE | ||
Associazione Papa Giovanni XXIII | RE | ||
Società Cooperativa Sociale Progetto Crescere | RE | ||
Il Fiore nel Deserto | RM | ||
Istituto per la Sicurezza Sociale San Marino | San Marino | ||
Azienda USL 7 di Siena | SI | ||
ASL N°5 "Spezzino" | SP | ||
ASL n.2 Savonese | SV | ||
AUSL 4 Teramo | TE | ||
ASL Città di Torino | TO | ||
Casa di Cura San Giorgio | TO | ||
Fondazione Onlus F.A.R.O. | TO | ||
AUSL ULSS n.2 Marca Trevigiana | TV | ||
Azienda Universitaria Integrata di Udine | UD | ||
Azienda ULSS 12 Veneziana | VE | ||
Consultorio familiare “La Bussola” Verona | VR | ||
ISTITUTO SORELLE DELLA MISERICORDIA OSPEDALE “VILLA S. GIULIANA” |
VR |
Il Tirocinio prevede 150 ore per ogni anno accademico da svolgersi sotto la guida di un tutor della Struttura e del formatore della Scuola.
L'analisi personale
L’analisi personale è un’esperienza emotiva e relazionale compiuta con un analista che accompagna l’allievo a comprendere il proprio modo di essere nelle relazioni, a rivedere le dimensioni emotive che si attivano nell’incontro con l’altro e a rivisitare gli influssi del passato sullo stile di vita personale. L’analisi è occasione di crescita emotiva, di potenziamento delle parti sane dello stile di vita, di correzione degli elementi disarmonici in una prospettiva di maturazione generale della personalità.
L’incontro con il paziente e l’ascolto delle sue difficoltà toccano, inevitabilmente, le zone emotive della personalità dello psicoterapeuta. Nella relazione che si crea con il paziente – fondamentale per la cura – lo psicoterapeuta partecipa tanto con le proprie conoscenze razionali, quanto con le proprie risonanze emotive. E’ quindi importante che il futuro psicoterapeuta abbia chiaro che prepararsi alla pratica professionale deve prevedere una buona conoscenza del proprio mondo emotivo; l’efficacia dell’aiuto che saprà offrire al paziente dipenderà anche dalla personale armonia interiore.
L'esperienza dell'analisi personale è un momento formativo che deve essere affrontato quando la consapevolezza emotiva della sua importanza è autenticamente acquisita, deve piuttosto essere una scelta matura, motivata dal sentimento di responsabilità verso i pazienti che chiedono di essere aiutati a superare le loro difficoltà.
L’analisi personale è una parte della formazione che non può essere codificata e pertanto non viene inserita nello specifico percorso curriculare proposto dalla Scuola. Questa parte della formazione deve essere affrontata quando la motivazione al lavoro su di sé è adeguatamente maturata per cui l’analisi può iniziare in qualunque momento del percorso formativo e non necessariamente con l’avvio del percorso quadriennale. I Formatori della Scuola accompagnano gli allievi a comprendere l’importanza del lavoro su di sé, nel pieno rispetto dei tempi di maturazione soggettivi.
L’Analista con cui fare l’esperienza dell’analisi personale è liberamente scelto dall’allievo e non viene imposto dalla Scuola. Quest’orientamento, rispettoso delle preferenze personali, è accompagnato dalla scelta della Scuola di accettare analisi compiute con un analista di qualsiasi indirizzo teorico, purché psicodinamico
La Scuola considera con attenzione e normalmente accetta percorsi di analisi personale già compiuti o in atto al momento dell’iscrizione alla Scuola. Per i percorsi già compiuti gli allievi possono produrre la relativa certificazione rilasciata in carta libera dal proprio Analista.
Sebbene i percorsi di maturazione siano soggettivi, agli allievi è richiesto un numero minimo di 100 ore di analisi personale, da completare prima della discussione della tesi finale.
L'analisi di gruppo
Accanto al percorso di analisi personale compiuto con un analista di formazione psicodinamica, la Scuola accetta anche l’analisi compiuta in un gruppo di psicoterapia. Questa forma di analisi, comunemente meno praticata, è indicata dalla Scuola come valida opportunità formativa e come percorso di elevato valore nella conoscenza di sé.
Nella psicoterapia di gruppo gli allievi hanno stimoli per diventare più consapevoli dei movimenti emotivi attivate nelle relazioni interpersonali e comprendere a fondo le difficoltà dei pazienti che incontrerà nella pratica clinica. Il percorso in un gruppo di psicoterapia offre anche stimoli continui per lo sviluppare intuizioni cliniche e sensibilità terapeutica.
L’analisi di gruppo è nello spettro dei lavori su di sé consigliati e può essere scelta da un allievo in affiancamento, al termine o in alternativa all’analisi personale. Negli Istituti Adler di Reggio Emilia e di Torino esistono gruppi di psicoterapia cui gli allievi possono accedere.
La pratica clinica

La Scuola prepara psicoterapeuti che possono lavorare con pazienti adulti e in età evolutiva. Nel corso della formazione è posta particolare attenzione alle attitudini di ogni singolo allievo in modo da favorire l’orientamento di ogni futuro psicoterapeuta verso l’ambito di lavoro più congeniale alle attitudini psicologiche possedute.
In tutti i momenti formativi è posta costante attenzione alla centralità del paziente: la teoria, il metodo di lavoro e le tecniche sono strumenti che lo psicoterapeuta possiede per essere a servizio dell’uomo che soffre. A ciascun paziente deve essere proposto il trattamento psicoterapeutico adatto ai suoi bisogni e alle sue possibilità; la psicoterapia deve mirare a riequilibrare lo stile di vita del paziente rinforzando le parti sane e correggendo le disarmonie dello stile di via.
Secondo l’orientamento della Scuola l’aiuto psicoterapeutico da offrire al paziente deve essere preceduto da un’attenta psicodiagnosi. Gli allievi imparano a gestire la relazione con il paziente durante il percorso psicodiagnostico e a comprendere l’organizzazione psicodinamica del suo stile di vita. Apprendono altresì a inquadrare la patologia del paziente e a focalizzare il bilancio tra le sue parti sane e ben funzionanti e quelle disarmoniche, produttrici di sofferenza.
Dai dati della diagnosi gli allievi individuano gli obiettivi del lavoro con il paziente elaborando il progetto terapeutico. In esso si stabiliscono le linee guida dell’intervento, le fasi del trattamento e gli opportuni momenti di verifica. L’allievo apprende a proporre al paziente il progetto di lavoro pensato per lui, a impostare la psicoterapia, seguirne gli sviluppi fino alla realizzazione degli obiettivi concordati.
La psicoterapia con pazienti adulti
Lo psicoterapeuta formato secondo la metodologia operativa proposta dalla Scuola sarà in grado di operare con i pazienti adulti portatori di patologie psichiche di diversa natura e gravità e di effettuare trattamenti in strutture pubbliche o in studi privati seguendo le linee operative stabilite nei progetti terapeutici.
Il lavoro terapeutico concepito sulle specifiche caratteristiche del paziente richiede allo psicoterapeuta di essere in grado di operare con tecniche diverse. Nel percorso formativo gli allievi imperano le tecniche terapeutiche per condurre trattamenti di sostegno o di natura espressiva scelti, nella pratica clinica, in base al profilo emerso dalla diagnosi psicodinamica che indica il livello di profondità a cui si può spingere il lavoro e la probabile durata del trattamento.
Le differenti tecniche utilizzabili con i pazienti adulti portano a diversi forme di psicoterapia. Queste sono:
- Psicoterapie di sostegno, volte a fornire un appoggio in caso di carenza nello stile di vita e non impegnano il paziente in elaborazioni profonde;
- Psicoterapie brevi, centrate su un focus problematico, proponibili a pazienti che possono lavorare in profondità su un solo nucleo patologico;
- Psicoterapie di rinforzo dell’autostima, di media durata. Sono organizzate attorno all’obiettivo di migliorare la percezione di Sé e delle proprie possibilità;
- Psicoterapie analitiche, di carattere espressivo, volte a rivisitare lo stile di vita e a rimuovere gli errori nella percezione di sé. Hanno di solito una durata più lunga.
La psicoterapia con pazienti in età evolutiva
La Scuola prepara psicoterapeuti che possono lavorare con pazienti in età evolutiva, siano bambini o adolescenti. In età evolutiva i problemi psichici dei minori sono portati all’attenzione dello psicoterapeuta dai genitori, spesso spinti dagli insegnanti. Famiglia e Scuola risentono delle difficoltà psicologiche dei minori e gli adulti sono i portatori della domanda di cura.
Gli psicoterapeuti dell’età evolutiva devono essere capaci di diagnosticare la natura del disturbo del bambino o dell’adolescente attraverso la comprensione delle linee di sviluppo della loro personalità e di collocarli nel campo di forze degli ambienti in cui vivono. Nel caso di pazienti - bambini i progetti terapeutici devono includere la gestione degli adulti che si occupano di loro; nel caso di pazienti - adolescenti lo spazio terapeutico può essere efficace solo se isolato dagli adulti che nella vita reale interagiscono con loro.
La psicoterapia con i pazienti in età evolutiva presenta delle specificità che la differenzia significativamente da quella con i soggetti adulti. Le differenze riguardano sia le tecniche della gestione dello spazio terapeutico sia il numero di soggetti coinvolti nel processo terapeutico.
Gli allievi imparano a gestire la relazione terapeutica con i bambino e a usare le tecniche proprie della psicoterapia dell’infanzia che riguardano l’uso del corpo e della motricità, le forme del gioco simbolico e le espressioni grafiche. Compito dello psicoterapeuta e il far emergere gli aspetti emotivi disarmonici che rischiano di fissarsi nella psiche infantile, riviverli nello spazio e nel tempo della seduta e essere corretti con gli interventi dello psicoterapeuta.
La Scuola trasmette anche le specifiche competenze per gestire il percorso di maturazione di genitori e insegnanti e del miglioramento dei loro atteggiamenti educativi.
L'avvio della pratica clinica
La pratica clinica inizia con il tirocinio che gli allievi svolgono nelle strutture convenzionate con la Scuola. Il rapporto con i primi pazienti è guidato e supervisionato dallo psicoterapeuta - tutor della struttura, in armonia con le sequenze del progetto formativo proposto dalla Scuola.
L’approccio alla clinica inizia con le attività psicodiagnostiche, prima tappa delle competenze professionali che il percorso formativo della Scuola prevede. In questa fase gli allievi iniziano a comprendere la differenza tra la diagnosi che può fare lo psicologo e quella che fa lo psicoterapeuta, che applica i contenuti teorici e metodologici della psicologia dinamica.
Le sedute con i primi pazienti permettono agli allievi di applicare le tecniche della conduzione del colloquio clinico, di esercitare l’ascolto empatico e di sperimentare l’emotività interiore attivata nella relazione.
Grazie alle conoscenze che si raccolgono somministrando i test proiettivi, gli allievi fanno “i primi incontri” con la realtà dell’inconscio. Ciò che il paziente non sa del proprio funzionamento mentale viene intuito attraverso le risposte ai test e messo in relazione con i contenuti della vita reale, da lui narrati nel corso delle sedute. Seguendo il metodo di raccolta e di elaborazione dei dati clinici che la Scuola propone, l’allievo giunge a descrivere il funzionamento psicodinamico del paziente e a comprendere le interazioni tra il mondo della coscienza e gli influssi dell’inconscio. Il sapore dell’approccio psicodinamico inizia con le prime attività psicodiagnostiche!